ANTICHI INSEDIAMENTI: GROTTA DEL POZZO A FAVIGNANA

 

La scoperta della grotta risale al 1968 e il nome si deve alla presenza di un pozzo, ricavato in tempi recenti. Si tratta di un ambiente a pianta approssimativamente quadrangolare con due aperture opposte. Oggi si accede alla grotta attraverso un dromos a gradoni, mentre l’ingresso più antico, oggi tompagnato, era ricavato nella parete di fronte all’accesso attuale ed era preceduto da un ingrottato di dimensioni minori.

 

Presso la Grotta del Pozzo, in località San Nicola, è stata scoperta una tomba neopunica accessibile attraverso un dromos (corridoio in discesa) a gradini e circa 10 iscrizioni. Tra queste, la più rilevante si trova a circa 1,80 cm dall’altezza del suolo ed è disposta su due righe. L’epigrafe presenta delle particolarità date dalla presenza di due lettere che risalgono all’alfabeto punico del IV-II sec. a.C., come la lettera “tau” e la lettera “mem”. Inoltre sia la quarta che la quinta lettera da destra della seconda riga, la “h”e la “m”, risultano rovesciate rispetto al ductus praticato nell’uso delle scritture semitiche, orientato da destra verso sinistra.

 

In base a tali ritrovamenti, gli archeologi sostengono che dal sec. IV a.C al II d.C la Grotta del Pozzo di Favignana fu usata come luogo di culto da popolazioni che usavano il fenicio almeno come lingua liturgica. Forse gli stessi abitanti dell’isola di Mozia. Forse coloni provenienti da Cartagine. Forse clan affiliati alle popolazioni Elime della Sicilia occidentale (provenienti da Segesta ed Erice in particolare).

 

L’ingresso della grotta è abbastanza ampio ed era composto da una grande scala, ancora oggi ai lati della parete d’ingresso si possono osservare i resti di alcuni gradini. Risulta che la grotta sia stata utilizzata anche nei secoli successivi, da navigatori alla ricerca di un luogo dove poter sostare.

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