I DUE CRATERI A CALICE A FIGURE ROSSE DI LENTINI

 

Il museo archeologico di Lentini custodisce numerosi reperti di interesse storico e artistico provenienti dall’antica città greca di Leontinoi e dal suo territorio.

 

Il percorso espositivo comprende le testimonianze della preistoria e protostoria nel territorio della città greca, per i corredi delle necropoli di Cava Ruccia e S. Eligio, le testimonianze dei primi contatti tra popolazioni indigene ed i coloni greci e le prime importazioni greche nella città di Leontinoi con le testimonianze dall’abitato (Contrada Caracausi e Crocifisso). Seguono l’esposizione dei materiali dall’area sacra di Metapiccola e delle fortificazioni della Porta Nord e della Porta Sud, che spiega la sezione stratigrafica, che risale all’allestimento Cabianca Rizza. Sono, poi, presentate le testimonianze dei due santuari periurbani di Contrada Alaimo e Contrada Scala Portazza.

 

Tra i tanti reperti custoditi ci sono due vasi a figure rosse particolarmente interessanti e della storia affascinante. Si tratta di due crateri a calice a figure rosse databili tra il 330 e il 320 a.C. provenienti probabilmente dalla vallata di Santa Margherita. Dei due vasi sappiamo che già dalla fine del’700 erano custoditi nel Comune di Lentini e che erano molto noti agli studiosi.

 

Ai primi dell’800 il principe di Reburdone li aveva chiesti in dono per il costituendo museo archeologico di Palermo. Il sindaco di allora Francesco Magnano di San Lio rispose che doveva interpellare il Senato della città, nel frattempo ci furono dei moti rivoluzionari e la richiesta cadde nel dimenticatoio. Dopo circa un secolo, alla metà del ‘900 furono donati per la realizzazione dell’antiquario di Lentini e poi del museo archeologico, dove oggi li possiamo ammirare.

 

Tra la collezione del museo ampio spazio viene dato al tema del Collezionismo a Lentini e poi alle necropoli dell’antica colonia greca. Nel percorso espositivo viene evidenziate la continuità di vita in età medievale, con riferimento alle chiesi rupestri ed al periodo di Federico II, particolarmente legato a questo territorio.

 

Nel piano superiore è una sezione riservata ai rinvenimenti subacquei di Contrada Castelluccio e poi la documentazione dalla preistoria in poi nel territorio.

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