LA TAZZA DI FILO BRACCIO AL MUSEO BERNABO BREA

 

L’insediamento di Filo Braccio nell’isola di Fi-licudi (Isole Eolie – ME) della facies di Capo Graziano fu oggetto di una prima campagna di scavi nel 1959 (Meligunis Lipara VI) in cui furono scoperte la capanna C con gli spazi A e Be le capanne D e E. Nel 2009 sono state svolte nuove indagini che hanno messo in luce nuove strutture chiuse e aperte, adibite a spazi abitativi, di lavoro, di conservazione di derrate e ricovero di animali domestici.

 

Verranno presentati in modo preliminare i primi dati della ricerca sulle capanne F e G, il silo, e lo spazio all’aperto L. Le strutture hanno conservato oltre alle ceramiche e resti di pasto (ovicaprini, maiale, bue, pesci e molluschi), numerosi resti archeobotanici composti da semi di orzo, lenticchie, Vitis vinifera. Sono state effettuate 21 datazioni radiocarboniche dal Centro Datazioni dell’Università del Salento – CEDAD. Per quanto riguarda i materiali ceramici e liti-ci, essendo in corso il loro studio, si considerano solo alcuni elementi più caratterizzanti e soprattutto il rinvenimento di una tazza con decorazione incisa sulla quale è stata rappresentata una scena raffigurante, in maniera sti-lizzata, il ricordo di un evento importante legato all’uomo e al mare nel contesto insulare.

 

Dal villaggio di Filo Braccio proviene uno dei più interessanti reperti di tutta la cultura dell’età del bronzo, nelle Eolie detta di Capo Graziano. Si tratta di una tazza con decorazioni incise, rinvenuta presso la capanna F. L’importanza di questa tazza risiede nel fatto che probabilmente è uno dei più antichi esempi di raffigurazione della preistoria italiana (Graziano I).

 

Per quanto faccia parte della cosiddetta cultura di Capo Graziano si può dire che si discosta rispetto ai comuni reperti e trova confronto grafico in un elemento decorativo inciso in un vaso scoperto a Lipari loc. Pignataro di fuori, nel quale è segnato un incrocio di linee forse raffigurazione della divisione dello spazio celeste e terrestre. Il disegno di Filicudi rappresenta un insieme di linee che secondo alcuni autori può raffigurare una figura umana a braccia aperte, in cui sarebbe possibile notare anche le membra e il corpo. Secondo altri potrebbe essere un’immagine di un panorama con un elemento lineare, quale limite o approdo. Chiaramente l’intera rappresentazione è stilizzata, così come le onde del mare rappresentate con delle linee a zig-zag e, forse, delle barche formate da linee orizzontali con altre minori verticali.

 

Nel caso della lettura della figura non è chiaro chi sia rappresentato, se un uomo o una divinità, se le barche partono o arrivano, tuttavia è importante dire che è l’unico esempio di rappresentazione complessa, rispetto alle semplici linee di decorazione che troviamo nelle ceramiche anche della seconda fase di Capo Graziano e del Bronzo medio.

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