RISCOPERTA DELL’ARTE DI EUGENIO RUSSO, MAESTRO SICILIANO

 

Recentemente, il mondo dell’arte ha rivolto nuovamente la sua attenzione verso Eugenio Russo, un artista catanese attivo nel corso del Novecento, grazie al ritrovamento di un’opera inedita. Si tratta di un “Busto virile” realizzato in terracotta verso la fine degli anni ’30, attualmente conservato in una collezione privata a Catania. Questo busto si inserisce in un dialogo visivo con altre opere di Russo, come il “Ritratto di donna” del 1940 e il “Busto di ragazza” del 1941, anch’esse in terracotta.

 

Queste sculture, che mostrano un’omogeneità stilistica e di materiali, riflettono un momento di ricerca e sperimentazione dell’artista. La presenza di influenze dello scultore Arturo Martini è evidente, in particolare nella scelta dei tratti somatici e nella modellazione dei volti, che suggeriscono una certa tensione emotiva e una raffigurazione quasi arcaizzante. Martini, infatti, è considerato un punto di riferimento essenziale per molti scultori italiani della prima metà del Novecento per la sua capacità di fondere spiritualità e materialità in maniera innovativa.

 

La critica d’arte ha spesso sottolineato come in Russo la scultura diventi espressione di una “rigidità” che sembra cristallizzare le figure in una sorta di contemplazione assorta e meditativa. Questa interpretazione è stata approfondita durante una mostra antologica dedicata a Russo nell’autunno del 2001 al Museo Civico di Castello Ursino, un anno dopo la sua scomparsa. Quell’esposizione ha offerto un’ampia panoramica sul contributo di Russo all’arte della scultura, ripercorrendo le tappe della sua evoluzione artistica dal primo al secondo Novecento.

 

Questo recente ritrovamento non solo arricchisce la comprensione dell’opera di Russo, ma anche contribuisce significativamente al patrimonio culturale siciliano, offrendo nuovi spunti di riflessione sulla storia dell’arte italiana del XX secolo.

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