ALLA SCOPERTA DELL’AGORÀ DI MEGARA

 

Nel corso del VI sec. a.C., l’agorà (area pubblica a carattere politico e commerciale), di forma trapezoidale, definita al momento della fondazione dalla convergenza di due sistemi di lottizzazione del terreno con orientamenti diversi, venne delimitata da edifici sacri e civili. Sui lati N ed E vennero realizzate due stoai (portici). A S furono edificati due templi: quello a E (Tempio g), più piccolo, era in antis (cioè i muri perimetrali terminano con due ante sporgenti); quello a O (Tempio h) aveva, invece, una pianta bipartita con cella divisa in due navate da un colonnato centrale.

 

All’angolo NO, si trovava una struttura interpretata come un heroon (tomba del fondatore), anche se sappiamo dalle fonti che l’ecista, Lamis, era morto poco dopo aver lasciato Thapsos. A S dell’heroon sorgeva un altro tempio (Tempio c), mal conservato, e un hestiatorion (edificio destinato a banchetti pubblici), caratterizzato da tre vani aperti a meridione su un cortile e preceduti un portico con colonne. A S del Tempio h un grande edificio trapezoidale con cortile databile alla seconda metà del VII sec. a.C. è stato interpretato come un prytaneion (sede amministrativa).

 

In età ellenistica lo spazio della piazza si ridusse fortemente. Se la parte settentrionale mantenne per lo più le stesse funzioni, quella meridionale fu completamente modificata con la costruzione di un complesso termale riferibile alla prima metà del III sec. a.C.

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