GROTTA DEI CORDARI: STORIA E LEGGENDE

 

Fino agli anni Ottanta, il Parco archeologico della Neapolis a Siracusa ospitava un luogo affascinante che catturava l’interesse dei visitatori. All’interno di un’antica grotta tra le rovine archeologiche, gli artigiani siracusani svolgevano la preparazione e la lavorazione delle corde, sfruttando l’umidità e le dimensioni del luogo. Questa attività risale al diciassettesimo secolo, ed è affascinante immaginare l’intenso lavoro quotidiano degli artigiani dedicati a questo mestiere.

 

La “Grotta dei cordari” all’interno del Parco archeologico della Neapolis, riaperta al pubblico deu anni fa dopo quarant’anni di chiusura, continua a emanare il fascino di un luogo immerso nella natura, parte integrante del ricco patrimonio archeologico cittadino, nonostante il trascorrere dei secoli.

 

In epoca greca, la grotta era conosciuta come una cava di pietra e prigione, ma gli storici narrano che in seguito fu trasformata in un giardino, un “paradiso” adornato da alberi di limoni e aranci tipici del paesaggio siciliano.

 

L’interno della grotta offre un suggestivo contrasto di luci naturali, influenzate dalla presenza dell’acqua che sembra “colorare” il sito durante diverse fasi della giornata, tra muschi, pareti e spazi, con la volta supportata da alti pilastri rocciosi. A causa dell’alto tasso di umidità, le pareti della cava sono ricoperte di muschio e felce, circondate da una lussureggiante vegetazione di oleandri, palme e limoni. Adiacente alla Grotta dei cordari si trova la Grotta del Salnitro.

 

Per i visitatori del parco archeologico, che include tappe come il Teatro greco, la Latomia del Paradiso e l’Orecchio di Dionisio, la visita a questa grotta offre ora l’opportunità di ammirare il sito e conoscere la sua storia. Si racconta che i siracusani lavorassero le corde utilizzando il tradizionale sistema a ruota a mano. Grazie alle dimensioni del sito, le fibre vegetali venivano stese per poi essere trasformate in fili.

 

Poiché la grotta è stata utilizzata per questa attività fino agli anni Ottanta, diventò inevitabilmente un luogo di grande attrazione e curiosità per i visitatori, che potevano osservare questo antico mestiere in azione. Pur essendo un lavoro faticoso, svolto manualmente, era indubbiamente di grande importanza.

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