INAUGURAZIONE “ECOMUSEO DEI NEBRODI OCCIDENTALI”

 

L’inaugurazione del “Centro Servizi e Sviluppo – Ecomuseo dei Nebrodi Occidentali” di Castel di Tusa (ME), rappresenta oggi il felice esito di un progetto finanziato nell’ambito del P.O.-F.E.S.R. 2007-2013, ad integrazione del P.I.T. 33, rientrante nei P.O.R. 2000-2006, la cui realizzazione ha visto alla guida l’avvicendarsi di diverse Amministrazioni, dall’allora Parco Archeologico dei Nebrodi Occidentali in collaborazione con l’Ente Parco dei Nebrodi e la Soprintendenza di Messina al Museo Interdisciplinare di Messina, già Polo Regionale per i Siti Culturali di Messina, per concludersi col Parco Archeologico di Tindari in collaborazione col Consorzio Intercomunale Valle dell’Halaesa.

 

Le premesse progettuali sono state quelle di mettere “a sistema”, di far entrare in un circuito integrato di valorizzazione e fruizione del territorio dei Nebrodi Occidentali, il palinsesto storico costituito dal patrimonio culturale ricadente nei Comuni di: Tusa, Pettineo, Castel di Lucio, Motta d’Affermo, Mistretta, Reitano, Santo Stefano di Camastra, Caronia, Capizzi, offrendo all’utenza un vero e proprio visitors’ center, un “Centro” di servizi, per soddisfare un bisogno di fruizione culturale sempre più diffuso e garantire un’offerta turistica qualitativamente valida, unica e peculiare del territorio.

 

Così come è stato concepito il “Centro Servizi e Sviluppo – Ecomuseo dei Nebrodi Occidentali”, costituisce la “porta di accesso” alle realtà e alle dinamiche culturali del Valdemone, ponendosi come punto nodale di un articolato insieme di luoghi per ri-scoprire e rappresentare i caratteri identitari del territorio, al cui interno hanno sede, oltre al sito di Alesa Arconidea, l’antica città greco-ellenistica, con l’annesso Museo Archeologico “Giacomo Scibona”, inserito nel suggestivo contesto architettonico costituito da una masseria ottocentesca e dalla cinquecentesca Chiesa di Santa Maria delle Palate, riedificata su un precedente impianto di epoca normanna, anche altre pregnanti realtà, quali il complesso architettonico denominato Badìa a Tusa, il sito archeologico dell’antica Kalè Akté (Caronia), nonché realtà culturali di natura diversa, quali ad esempio il Castello di Castel di Lucio, il Museo Regionale delle Tradizioni Silvo-pastorali “Giuseppe Cocchiara” di Mistretta, l’articolato percorso territoriale della Fiumara d’Arte (Comuni di Tusa, Castel di Lucio, Mistretta, Reitano, Motta d’Affermo), la Masseria fortificata di Migaido, gli “stazzi” della ceramica e l’impianto urbanistico di S. Stefano Camastra, il Santuario del Letto Santo, i Boschi di Caronia e Capizzi, etc.

 

Il “Centro” è in grado di esibire, al suo interno, una scelta esemplificativa dei manufatti mobili provenienti dall’insieme del territorio considerato, compensata dalla presenza di un ampio e specifico apparato didattico illustrativo (pannelli mobili, schede tematiche, itinerari culturali) e dall’utilizzo di strumenti e tecnologie multimediali.

 

Spiccano su tutti: i corredi funerari provenienti da due sepolture di Motta d’Affermo (c/da Sorbo); l’Elmo in bronzo, da San Marco d’Alunzio; i due lacerti di mosaico pavimentale, da Tusa (c/da Lancinè); la copia della statua marmorea di Cerere, dallo scavo dell’agorà di Alesa Arconineda.
In particolare, il percorso espositivo dispone di una “sala multimediale”, di una “saletta di proiezione”, nonché di una “sala interattiva-immersiva”, che rendono possibile al visitatore interessato una più consapevole fruizione del territorio in tutte le sue declinazioni.

 

Cliccando su questo link è possibile scaricare la locandina dell’evento.

Back to top
en_GB