MONTE SAN BASILIO UN COLLE SUI CAMPI LEONTINI

 

Monte San Basilio, posto a 225m sopra il livello del mare, nell’estremità occidentale dei Campi Leontini, è un colle di forma trapezoidale difficilmente accessibile, scelto quindi per la sua posizione strategica quale insediamento sia nella prima età del bronzo sia nell’età del ferro, quando l’abitato indigeno viene ellenizzato.

 

Scavi archeologici condotti nella sottostante pianura di Xirumi hanno riportato alla luce i resti di un santuario greco-arcaico, che testimonia indirettamente il processo di acculturazione fra l’abitato di Monte San Basilio e i calcidesi di Leontinoi.

 

I resti di un imponente muro di cinta di età classica e la scoperta di ipogei e tombe a fossa di età ellenistica con corredi funerari di notevole riguardo, quale l’armatura con pettorale del cosiddetto ‘’Duce ignoto’’ rinvenuta da Paolo Orsi, confermano il ruolo militare della città identificata con l’antica Brikinnia lungo la via di collegamento fra Leontinoi e Gela. Anche la presenza di una grandiosa cisterna già documentata nel 1777 dal pittore Jean Houel è stata riferita alla necessità di approvvigionamento, probabilmente di derrate alimentari, in età romana.

 

Tale cisterna fu riutilizzata in epoca altomedievale quale chiesetta che conserva tutt’ora tracce di decorazione pittorica. Di età medievale, quando l’area fu concessa ai monaci basiliani, sono anche vari abituri rupestri che furono realizzati ai margini del colle e lungo le pendici dello stesso.

 

L’imponenza del monumento richiamò l’attenzione del viaggiatore Jean Houel che ne tracciò degli schizzi nel 1777 nonché un’interessante testimonianza scritta,fu poi l’archeologo Paolo Orsi a indagare per primo la possibile funzione. Egli ipotizzò un uso come cisterna per l’approvvigionamento delle acque, utilizzate dai soldati presenti nell’area fortificata. Lungo il monte infatti sono visibili i resti di fortificazioni di epoca greca che lasciano immaginare un uso prettamente militare dell’area da cui si domina la piana di Catania e la città di Lentini.

 

La struttura venne successivamente riutilizzata dai bizantini che la convertirono in chiesa. Difatti sono visibili alcune tracce di affresco in alcune colonne, seppure ormai non leggibili. In tutta l’area sono visibili diverse strutture ipogeiche di non chiaro utilizzo e un piccolo tempio di Demetra e Kore.

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