PICCOLE PIETRE: LA PRESENTAZIONE A MESSINA

 

Si terrà sabato 3 febbraio, alle ore 17, presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale Universitaria “G. Longo” di Messina, la presentazione della Silloge Poetica “Piccole Pietre” di Mario Falcone, La Feluca Edizioni, settembre 2023.

 

L’iniziativa culturale si aprirà con i Saluti Istituzionali e l’Introduzione della Direttrice, Avv. Tommasa Siragusa, che fungerà poi da Coordinatrice; a seguire relazionerà la Prof.ssa Marietta Salvo, Ricercatrice UniMe di Geografia Politica ed Economica e Sociologia Ambiente Territorio. Sarà presente l’Autore. Nel corso della manifestazione saranno rese Letture drammatizzate a cura di Marietta Salvo, Mario Falcone e Tommasa Siragusa.

 

Il viaggio introspettivo tradotto in versi da Mario Falcone svelerà l’essenza del Suo animo, tra esperienze personali e sociali, dall’effimero respiro della vita alla piaga ineluttabile della solitudine. Parafrasando l’intitolazione, l’esistenza umana per l’Autore è scandita dalle “piccole pietre” che segnano il nostro percorso vitale… e risultano necessarie per costruire le strade; forse, ciascuno di noi è solo piccole pietre per ogni altro essere, ma significanti. La delicata sensibilità dell’Autore è sempre presente, e le infinite gamme scelte per evocare il Suo immaginario spaziano dalla nostalgia, alla devozione, all’affetto… pur se non mancano punte di tristezza. In ogni caso il Poeta si fa autore-spettatore della propria vita con evidente distacco e anela alla redenzione, come ritorno alla pace interiore e alla serenità, da rivendicare con forza. Il focus è sui legami famigliari, amorosi e amicali… id est sull’amore nelle varie sfaccettature. E se la vita umana è riportata quale fosse un giro di giostra, fondamentale appare la ricerca dell’autenticità.

 

“La realtà – asseriva il celebre regista Federico Fellini – è spesso deludente”. Nel linguaggio poetico di Mario Falcone un solco sottile ma profondo separa l’illusione dalla disillusione, quell’amaro che rimane in bocca, traccia di un percorso sporcato dal tempo e dagli eventi. Il Poeta dalla scrittura fluida si ribella al sentimentalismo e rimane ben coeso alla cruda realtà, che, se da una parte proietta l’uomo verso orizzonti di felicità, sa, alla resa dei conti, vincolarlo alla malinconia e al tormento. Così nella lirica “Gatti”, gli amati felini sono i benevoli e affettuosi compagni, “sono i veri padroni della casa,/ la gioia del rientro ma anche/ il dispiacere momentaneo dell’abbandono”.

 

Il linguaggio è volutamente riferibile al parlato, con i pensieri che, indugiando sul passato, divengono quali ramaglie del vissuto. Lo stile narrativo si combina alla perfezione con quello della scrittura filmica, generando una sorta di “poesia fotografica”, con delle istantanee in forma quasi diaristica. Falcone si pone dunque fuori dal canone poetico tradizionale, con un registro, ove la quotidianità è protagonista, attraverso micro-storie sui luoghi e le persone importanti. La Musa poetica è qui in funzione consolatrice e reca una opzione di salvezza, in componimenti in cui l’io poetico e l’individualità biografica si sovrappongono, giungendo a far infrangere i diktat del metro, con le parole ora contratte, ora utilizzate in guisa smodata.

 

La Silloge rappresenta una ulteriore sfaccettatura della creatività di Falcone, che di poeti quali Ferlinghetti e Bukowski si è nutrito in modo costante… quale lettore e sta anche lavorando ad una seconda silloge. Non resta che lodare la portata di questo novello cammino espressivo di Mario Falcone, che suggella e completa la forma narrativa fin qui privilegiata, muovendosi fra incanto e disinganno e guardando sempre alle proprie vicissitudini e all’Altro da sè con spietata compassione.

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