SEBASTIANO TUSA, IL PALADINO DEI BENI CULTURALI

 

Figlio di Vincenzo Tusa, anch’egli illustre archeologo, si laurea in Lettere e si specializza in Paletnologia. Già negli anni ’90 la sua carriera è divisa tra gli incarichi dirigenziali e il lavoro sul campo: è stato responsabile della sezione archeologica del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro BB. CC. di Palermo e ha diretto gli scavi di Pantelleria rinvenendo, tra i tanti reperti, tre ritratti imperiali romani. Inoltre, ha insegnato Archeologia Marina presso le Università di Palermo, Napoli, Bologna e, negli ultimi anni, anche presso l’Università di Marburg in Germania.

 

Gli anni 2000 lo vedono sempre più interessato alla protezione e all’amministrazione dei beni culturali, trascurando l’amato lavoro sul campo. Inizialmente guida la Sovrintendenza di Trapani poi, nel 2004, diventa primo sovrintendente della neonata Sovrintendenza del Mare. Nonostante le grandi responsabilità derivanti da questi incarichi riesce a trovare il modo di non perdere le proprie radici di archeologo da campo e continua a organizzare missioni archeologiche in Italia e all’estero (Pakistan, Iraq e Iran).

 

L’11 aprile 2018 venne nominato assessore ai beni culturali dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in sostituzione di Vittorio Sgarbi, e lasciò la soprintendenza del Mare. La sua nomina venne salutata positivamente tra gli ambienti culturali dell’isola, anche in funzione delle sue competenze. La sua attività politica si distinse per l’impegno di valorizzazione dei Beni Culturali siciliani trascurati da anni di mancate riforme. Egli avviò un importante provvedimento che intendeva concedere autonomia gestionale e finanziaria ai singoli parchi archeologici.

 

 

Solo una inaspettata e tragica fatalità, che non poteva essere evitata, lo ha potuto distogliere dai suoi obiettivi e lo ha allontanato dai suoi cari: Sebastiano Tusa perde la vita a Bishoftu, 60 km a sud-est di Adid Abeba, il 10 Marzo 2019 alle 8:44 del mattino. The’aereo su cui viaggiava e che lo avrebbe portato a presenziare alla conferenza UNESCO organizzata a Malindi si è schiantato al suolo poco tempo dopo il decollo.

 

Le spoglie dell’Archeologo Sebastiano Tusa, sono oggi conservate nella cappella del Santissimo Crocifisso, che si trova all’interno della basilica di San Domenico a Palermo, dov’è stato realizzato un monumento funerario per contribuire a tenere per sempre vivo il suo ricordo ed il suo esempio.

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