UN FRAMMENTO DELLA MONTAGNA DI SALE ALLA VALLE DEI TEMPLI

 

Un Frammento di scenografia proveniente dalla Montagna di sale di Mimmo Paladino, collocata nel Baglio di Stefano a Gibellina, è in mostra negli spazi del Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”.

 

La Fondazione Orestiadi in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, dopo l’apertura di Le Fabbriche, il nuovo polo culturale multidisciplinare nel cuore del centro storico di Agrigento, prosegue le attività culturali ed artistiche. All’installazione dell’opera, realizzata dal maestro della Transavanguardia in occasione delle Orestiadi del 1990 come parte della scenografia della Sposa di Messina di Friedrich Schiller nella messa in scena del regista Elio De Capitani, la Montagna di sale, erano presenti il Commissario per il Consiglio del Parco Valle dei Templi Giuseppe Parello, il Presidente della Fondazione Orestiadi Calogero Pumilia, il Direttore di Le Fabbriche Beniamino Biondi e il Direttore del Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi Enzo Fiammetta.
La presenza di quest’opera al Museo Griffo segnala la connessione tra istituzioni per far crescere l’offerta culturale in tutta l’isola, e in particolare nella città che nel 2025 sarà Capitale italiana della Cultura.

 

“Ho voluto la testimonianza di un’opera iconica di Mimmo Paladino che mettesse in strettissima relazione il mondo dell’arte contemporanea con quello dell’arte classica – ha detto il Commissario per il Consiglio del Parco, Giuseppe Parello – e naturalmente questo modello archetipico è proprio in tema per raccontare che la scissione storica tra la sensibilità contemporanea ed il mondo classico, in realtà non c’è. Osservando l’installazione si vede infatti una certa continuità tra gli apparati decorativi del museo, con queste forme stilizzate e poi rielaborate da Paladino. Il tentativo è quello di ricucire il rapporto tra arte classica e arte contemporanea e parallelamente questa cucitura estenderla all’attività di collaborazione con le Orestiadi che investono la città e quindi riprendere anche il legame tra la città classica e la città contemporanea”.

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