“VALORIZZARE IL SOMMERSO” ALLA VALLE DEI TEMPLI

 

E’ stata inaugurata giorno 2 settembre, alle ore 17, la mostra dal titolo “Valorizzare il Sommerso”, organizzata dalla Regione Siciliana, dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, dall’Unesco, dal Marag e dall’Arma dei Carabinieri.

 

La mostra, inedita e prestigiosa, è stata allestita all’interno della Caserma Biagio Pistone, la sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Agrigento.

 

L’idea della mostra, che ha come obiettivo di tener viva la cultura della legalità, all’interno della Sicilia, vista come una terra complessa, nasce dalla collaborazione avviata e nel tempo consolidata con il Comando Provinciale dei Carabinieri e vuole dare attenzione all’importantissimo ruolo svolto dall’Arma e dal suo Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC), che lavora costantemente nel controllo delle attività illegali a danno del Patrimonio artistico e culturale della nostra Nazione, in collaborazione con altre forze di Polizia e con gli Stati dell’Unione Europea ed extraeuropei.

 

Le opere da esposizione scelte sono frutto delle indagini e successivamente dei sequestri effettuati dal Comando Provinciale agrigentino e da alcune delle sue stazioni, nel corso del tempo consegnate alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento e al Museo Archeologico “Pietro Griffo”, ove sono custodite.

 

E’ un invito rivolto a tutti, ma soprattutto alle nuove generazioni, al profondo rispetto per un patrimonio artistico che è bene di tutti, e a sentirsi parte di un grande progetto di legalità, sostenendo il lavoro svolto dalle forze preposte al controllo.

 

La maggior parte di reperti esposti sono sempre stati conservati all’interno dei magazzini del museo “Griffo”e proprio per questo viene presentata al pubblico per la prima volta, in un percorso che racchiude alcuni dei punti più riconosciuti e principali all’interno degli spazi della Caserma “Biagio Pistone”, potendo così anche visitare e ammirare un luogo non da tutti normalmente utilizzato.

 

Riemergono dal buio degli spazi museali manufatti in terracotta di diverse tipologie e destinazione, frammenti ricomposti di un sarcofago soltanto da pochissimo consegnato al museo agrigentino dal TPC di Roma. Sono esposte moltissime anfore, che rimaste sommerse per secoli nel mare antistante la nostra costa, ritrovano spazio e luce, di aprire un dibattito sulla storia economica dell’antica Agrigento e sugli scambi mercantili lungo le rotte, che fin dai tempi dell’età preistorica, le imbarcazioni hanno solcato nel Mar Mediterraneo, visto come una principale via di comunicazione commerciale e “culturale”.

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