{"id":7478,"date":"2021-12-06T12:10:43","date_gmt":"2021-12-06T11:10:43","guid":{"rendered":"https:\/\/parchiarcheologici.regione.sicilia.it\/gela\/?page_id=7478"},"modified":"2022-01-25T09:52:34","modified_gmt":"2022-01-25T08:52:34","slug":"area-archeologica-vassallaggi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/parchiarcheologici.regione.sicilia.it\/gela\/siti-archeologici\/area-archeologica-vassallaggi\/","title":{"rendered":"AREA ARCHEOLOGICA VASSALLAGGI"},"content":{"rendered":"<div class=\"eut-section eut-row-section eut-fullwidth-background eut-padding-top-1x\" data-tablet-sm-height-ratio=\"0\" data-mobile-height-ratio=\"0\"><div class=\"eut-container\"><div class=\"eut-row eut-bookmark eut-columns-gap-default eut-mobile-vertical-gap-30\"><div class=\"eut-column wpb_column eut-bookmark eut-column-1\" ><div class=\"eut-column-wrapper\"><div class=\"eut-column-content\" >\t\t<script>\n\t\t\tfunction addClass(){\n\t\t\t\tvar element = 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><div class=\"eut-column-wrapper\"><div class=\"eut-column-content\" ><div class=\"eut-element eut-image eut-align-center eut-hover-item eut-hover-style-2\" style=\"\"><div class=\"eut-image-wrapper eut-popup-item\" style=\"max-width:1280px;\"><figure class=\"eut-image-hover eut-media eut-zoom-in\"><div class=\"eut-bg-primary-1 eut-hover-overlay  eut-opacity-80\"><\/div><div class=\"eut-thumbnail-wrapper\"  style=\"max-width: 1280px;\"><div class=\"eut-thumbnail\"  style=\"padding-top: 23.438%;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1280\" height=\"300\" src=\"https:\/\/parchiarcheologici.regione.sicilia.it\/gela\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2021\/12\/Area-archeologica-vassallaggi.jpg\" class=\"\" alt=\"\" data-eutf-filter=\"yes\" srcset=\"https:\/\/parchiarcheologici.regione.sicilia.it\/gela\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2021\/12\/Area-archeologica-vassallaggi.jpg 1280w, 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e il villaggio posto sulla sommit\u00e0 della stessa collina, indiziato da moltissimi frammenti ceramici decorati nello stile di Castelluccio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fra i secoli VIII e VII a. C., un insediamento indigeno si impiant\u00f2 sulla terza collina, documentato da molti ritrovamenti ceramici nello stile di S. Angelo Muxaro \u2013 Polizzello. Ad esso si ricollega una necropoli di tombe a camera scavate sulle pendici meridionali dello stesso colle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso del VI secolo a.C. il centro, certo in ragione della sua strategica ubicazione rispetto alle vie di collegamento tra le coste meridionali e settentrionali dell\u2019isola, fu attratto nell\u2019orbita politica- militare di Agrigento (sub colonia di Gela fondata nel 580 a.C.) che, sotto il tiranno Falaride, intraprese una strategia di espansione verso Nord, in direzione della costa tirrenica della Sicilia. Ebbe dunque inizio l\u2019ellenizzazione di Vassallaggi che venne in tale circostanza trasformato in un phrouriom, o avamposto militare fortificato, tra l\u2019altro dotato di un muro di cinta del tipo ad \u00e0ggere (cio\u00e8 con terrapieno).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 pertinente a questa stessa fase la necropoli di tombe a camera scavate sulle pendici della quinta collina, con ricchi corredi caratterizzati da ceramiche sia indigene che d\u2019importazione e da notevole abbondanza di manufatti metallici, come monili in bronzo, coltelli, placchette, strumenti agricoli in ferro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra il VI e il V secolo a.C. venne inoltre costruito, in posizione centrale fra la seconda e la terza collina, il santuario urbano dedicato alle divinit\u00e0 ctonie Demetra e Kore, un culto questo tipicamente greco e peraltro diffusissimo ad Agrigento. Analogamente ad altri coevi complessi sacri della Sicilia, il santuario presenta, all\u2019interno di un muro di recinzione in pietrame (temenos), una semplice cella rettangolare (oikos), priva di colonne. Un altare in posizione obliqua (NE\u2013SO) destinato alla celebrazione di sacrifici, fronteggia esternamente il lato breve Est del tempietto, che era inoltre servito da una serie di ambienti minori, di destinazione comunque sacra, disposti all\u2019intorno. I rinvenimenti effettuati all\u2019interno del santuario comprendevano busti in terracotta delle due divinit\u00e0 femminili, piatti decorati a rilievo, figurette zoomorfe, armi, monete, decorazioni architettoniche a maschera silenica o con motivi a palmetta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019indagine archeologica documenta a Vassallaggi, intorno alla met\u00e0 del V secolo a.C., una violenta distruzione seguita da una rapida ricostruzione. Tale circostanza, in unione alla localizzazione del sito, \u00e8 stata considerata una riprova dell\u2019identificazione di Vassallaggi con l\u2019antica citt\u00e0 di Motyon, ricordata dagli storici antichi (Diodoro IX) come un caposaldo militare agrigentino espugnato nel 451 a.C. dal condottiero Ducezio, postosi alla testa della confederazione dei Siculi in rivolta contro i Greci di Sicilia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio l\u2019immediata riconquista della postazione da parte di Agrigento, nel 450 a.C., sarebbe stata determinante per la repressione della rivolta stessa e la definitiva sconfitta di Ducezio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del V secolo a.C\u00a0 l\u2019insediamento, ricostruito in seguito agli eventi sopra citati, raggiunse la sua massima espansione, interessando tutte e cinque le alture del sistema collinare ed articolandosi in isolati quadrangolari e in complessi domestici a pi\u00f9 ambienti, disposti intorno a una corte centrale, come mostrano in particolare i resti rinvenuti sulla seconda collina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si riferisce a questo momento della vita di Vassallaggi la necropoli meridionale posta ai piedi della seconda collina, e caratterizzata soprattutto da inumazioni in sarcofagi di gesso alabastrino o in tombe \u201calla cappuccina\u201d, da incinerazioni, da sepolture infantili a enchytrismos (cio\u00e8 deposizioni di bambini entro contenitori ceramici). Notevole ricchezza e raffinatezza denotano i relativi corredi funerari, con un\u2019elevatissima percentuale di importazioni attiche a vernice nera e a figure rosse spesso riconducibili alle migliori scuole ed officine atenesi della seconda met\u00e0 del V secolo a.C. Vi \u00e8 in particolare ben rappresentata la produzione figurativa dei manieristi polignotei, con il Pittore di Kleophon e il Pittore Shuvalov.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Successivamente alle devastazioni cartaginesi degli anni 409\u2013405 a.C., il sito conobbe una probabile ripresa intorno alla met\u00e0 del IV secolo, periodo nel quale molta parte dell\u2019isola attraversa una fase di prosperit\u00e0 legata all\u2019opera pacificatrice svolta dal condottiero corinzio Timoleonte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al IV secolo si assegna l\u2019uso dell\u2019imponente cinta fortificata con basamenti in blocchi calcarei ed elevato in mattoni crudi, il cui impianto potrebbe tuttavia risalire all\u2019epoca di poco anteriore. Parzialmente riportato alla luce tra il 1983 e il 1986, il muro \u00e8 tecnicamente confrontabile con analoghi esempi a Gela, Camarina, Eraclea Minoa, Reggio di Calabria.<\/p>\n\r\n\t\t<\/div>\r\n\t<\/div><div class=\"eut-background-wrapper\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"eut-background-wrapper\"><\/div><\/div><div class=\"eut-section eut-row-section eut-fullwidth-background eut-padding-top-1x eut-padding-bottom-1x\" data-tablet-sm-height-ratio=\"0\" data-mobile-height-ratio=\"0\"><div class=\"eut-container\"><div class=\"eut-row eut-bookmark eut-columns-gap-default eut-mobile-vertical-gap-30\"><div class=\"eut-column wpb_column eut-bookmark eut-column-1\" ><div class=\"eut-column-wrapper\"><div class=\"eut-column-content\" ><div class=\"eut-element eut-gallery eut-isotope eut-gallery-popup eut-with-gap\" style=\"\" data-columns=\"3\" data-columns-large-screen=\"3\" data-columns-tablet-landscape=\"2\" data-columns-tablet-portrait=\"2\" data-columns-mobile=\"1\" 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