IL “SEVERO” TEMPIO DELLA VITTORIA DI HIMERA

 

All’indomani della battaglia combattuta nel 480 a.C. alle porte di Himera tra Greci e Cartaginesi fu edificato, sulla riva sinistra del fiume Imera, l’unico tempio periptero della città. Il sito scelto includeva una porzione di abitato d’età arcaica, interessata da attività artigianali, ai margini orientali della città bassa.

 

Per far posto alla nuova costruzione, le abitazioni private furono espropriate e demolite e fu delimitato il recinto sacro comprendente il tempio. I saggi archeologici effettuati nell’area non hanno restituito dati sufficienti all’individuazione del temenos, che possiamo tuttavia immaginare racchiuso entro un muro perimetrale accessibile da un ingresso e abbellito probabilmente da portici e altri piccoli edifici, come testimoniato dagli elementi architettonici di modulo minore provenienti dall’area.

 

Sulla base del passo di Diodoro Siculo (XII,26,2), si attribuisce l’edificazione del tempio alla volontà di celebrazione della vittoria sui Cartaginesi da parte di Gelone di Siracusa e Terone di Agrigento, che ordinarono di costruire due templi nei quali conservare i trattati di pace; tale interpretazione ha poi determinato la corrente denominazione di “Tempio della Vittoria”.

 

La costruzione dell’imponente edificio periptero, estraneo alla cultura architettonica della colonia calcidese, potrebbe inoltre essere riferita alla volontà di dominio politico esercitata dal tiranno agrigentino Trasideo, figlio di Terone, sulla città. Pur non avendo certezza riguardo la divinità alla quale il tempio fu dedicato, esso è stato convenzionalmente attribuito ad Atena per analogia con il coevo Athenaion di Siracusa. I pochi frammenti della decorazione scultorea sembrano indicare la scelta del tema della Gigantomachia per lo spazio frontonale.

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