IL VILLAGGIO PREISTORICO DI PUNTA MILAZZESE

 

Nella parte meridionale dell’isola di Panarea, dove la roccia forma un promontorio a forma di falce che crea una profonda insenatura, fu costruito un villaggio nell’età del Bronzo Medio (1500-1300 a.C.) abitato durante il periodo della facies di Thapsos-Milazzese. Il promontorio di Panarea da il nome all’aspetto eoliano di questa cultura siciliana.

 

Il sito è una vera fortezza naturale, tanto difficilmente accessibile quanto facilmente difendibile. Esso faceva parte di quel gruppo di insediamenti dislocati nelle isole Eolie, con una organizzazione territoriale rivolta al controllo delle rotte marittime di commercio e della ricerca di nuove miniere di stagno e di rame. Gli scavi archeologici hanno restituito oltre alla suppellettile del loro artigianato anche numerosi frammenti di ceramica micenea, prodotto di contatti con la Grecia continentale.

 

All’interno del sito, sono state scoperte 23 capanne ovali inglobate in un recinto rettangolare, probabilmente lo spazio aperto per gli animali. I muri erano costruiti con blocchetti e ciottoli disposti a doppia fila con prospetto interno ed esterno. In alcuni casi le pietre erano disposte a spina di pesce, una tecnica utilizzata anche nei siti egei. Le pietre erano tenute assieme da impasti di fango. All’interno delle abitazioni vi erano dei sedili in pietra.

 

La capanna XVI si distingue da tutte le altre per il fatto d’essere rettangolare e con una porta al centro del lato sud (mentre nelle altre capanne le porte sono difficilmente individuabili perché poste ad un livello maggiore). Questa differenza rispetto alle altre strutture fa ipotizzare la sua funzione di santuario o edificio pubblico anche perché al suo interno furono trovati i più bei vasi in ceramica micenea delle Eolie.

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