LA TAZZA DI FILO BRACCIO AL MUSEO LUIGI BERNABÒ BREA

 

L’insediamento di Filo Braccio nell’isola di Filicudi (Isole Eolie – ME) della facies di Capo Graziano fu oggetto di una prima campagna di scavi nel 1959 in cui furono scoperte la capanna C con gli spazi A e B e le capanne D e E. Nel 2009 e nel 2013 sono state svolte nuove indagini che hanno messo in luce altre strutture chiuse e aperte, adibite a spazi abitativi, di lavoro, di conservazione di derrate e ricovero di animali domestici. Si tratta di fattorie che occupavano, alternate a spazi agricoli, l’intera Piana del Porto sul alto della costa Est.

 

Le strutture hanno conservato oltre alle ceramiche e resti di pasto (ovicaprini, maiale, bue, pesci e molluschi), numerosi resti archeobotanici composti da carboni di legna e semi di orzo, lenticchie, vitis vinifera. Sono state effettuate 21 datazioni radiocarboniche che hanno permesso di ricostruire la cronologia assoluta dell’insediamento abitato dal 2200 al 1700 a.C.

 

Dal villaggio di Filo Braccio proviene uno dei più interessanti reperti di tutta la cultura dell’età del Bronzo nelle Eolie, detta di Capo Graziano. Si tratta di una tazza con decorazioni incise, rinvenuta nella capanna F. L’importanza di questa tazza risiede nel fatto che è uno dei rari esempi di raffigurazione complessa e narrativa della protostoria italiana. La scena raffigura, in maniera stilizzata, il ricordo di un evento importante legato all’uomo e al mare nel contesto insulare.

 

Il disegno è composto da un insieme di linee ondulate che rappresentano nella comune iconografia il moto ondoso del mare, numerose imbarcazioni nelle quali sono tracciate la poppa, la prua e i rematori, e una figura umana stilizzata nella posizione dell’orante come numerosi confronti con l’arte rupestre suggeriscono.

 

La tazza è esposta nel padiglione della Preistoria delle Isole Minori.

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