AREA ARCHEOLOGICA CONTRADA DIANA

 
Contrada Diana

Il monumento più importante sono i resti della cinta muraria la cui costruzione risale alla prima metà del IV sec. a.C. quando la città greca si espanse alle pendici dell’Acropoli. Le mura sbarravano la piana di contrada Diana con una poderosa cortina rettilinea e proseguivano inglobando alcune torri quadrate a protezione delle porte. La tecnica di costruzione delle mura consisteva in due cortine parallele di blocchi squadrati in pietra del Monte Rosa (latitandesite rosso violacea usata anche per i sarcofagi delle tombe) riempite all’interno con pietrame minuto e compatto (émplekton). Molti dei blocchi di pietra dell’elevato delle mura furono asportati in età romana e in epoca normanna per la costruzione del monastero sul castello di Lipari.

 

All’esterno delle mura era la vasta necropoli utilizzata per almeno 1000 anni. Tra gli edifici di età romana oltre a due isolati della città, sono visibili le terme di età imperiale, con frigidarium (bagni freddi) tepidarium e caldarium (bagni caldi), decorati da bei mosaici pavimentali in bianco e nero con motivi geometrici, pesci e creature fantastiche appartenenti al mondo marino. Gli strati più profondi della contrada Diana conservano testimonianze relative ad età preistorica: insediamento neolitico; villaggio dell’età del Bronzo antico e la necropoli appartenente alla cultura di Capo Graziano.

 

Alcuni monumenti sono visibili all’esterno in un percorso urbano: la torre greca e gli ipogei funerari.

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