AREE ARCHEOLOGICHE DEL DEMANIO COMUNALE

 
Villaggio preistorico di Punta Milazzese

TERME SAN CALOGERO – LIPARI
Nella contrada di Pianoconte sul versante occidentale dell’isola, il complesso termale ha ancora attiva la stufa a tholos risalente all’età del Bronzo antico e le canalette, vasche, piscine di età greca e romana, costruite per convogliare l’acqua calda sulfurea, sgorgante dalla parete rocciosa. Adiacente alle strutture archeologiche fu costruito nel 1865-1870 un edificio con funzione di sanatorio che rimase in uso fino al 1975.

 

 

VILLAGGIO PREISTORICO DI FILO BRACCIO – FILICUDI
Il sito si estende sulla piana di Filo Braccio in prossimità della costa. Si tratta del più antico insediamento relativo alla facies di Capo Graziano (2300-1700 a.C.) che è stata identificata da Luigi Bernabò Brea nel popolo leggendario degli Eoli, del quale le isole portano ancora il nome. Il villaggio si compone da fattorie composte da vari ambienti, costruiti con grandi ciottoli prelevati sul posto dallo strato della spiaggia Tirreniana (Pleistocene). Provengono da queste abitazioni le più antiche tracce di consumo di vite vinifera.

 

 

VILLAGGIO PREISTORICO DI PUNTA MILAZZESE – PANAREA
Nella parte meridionale dell’isola dove la roccia forma un promontorio a forma di falce che crea una profonda insenatura, fu costruito un villaggio nell’età del Bronzo Medio (1500-1300 a.C.) abitato durante il periodo della facies di Thapsos-Milazzese. Il promontorio di Panarea da il nome all’aspetto eoliano di questa cultura siciliana. Il sito è una vera fortezza naturale, tanto difficilmente accessibile quanto facilmente difendibile. Esso faceva parte di quel gruppo di insediamenti dislocati nelle isole Eolie, con una organizzazione territoriale rivolta al controllo delle rotte marittime di commercio e della ricerca di nuove miniere di stagno e di rame. Gli scavi archeologici hanno restituito oltre alla suppellettile del loro artigianato anche numerosi frammenti di ceramica micenea, prodotto di contatti con la Grecia continentale.

 

 

CONTRADA BARONE – SALINA
All’estremo nord del lungomare di Santa Marina, è fruibile parte di un complesso termale di età romana in uso durante i primi secoli dell’età imperiale, e riutilizzato in età romana tarda, almeno fino agli inizi del VI sec. d.C., come stabilimento per la lavorazione e la salagione del pesce.

 

 

VILLAGGIO PREISTORICO PORTELLA – SALINA
Sulla costa tra Santa Marina e Malfa. Il villaggio risale all’età del Bronzo medio (1500-1300 a.C.) quando nelle isole Eolie è diffusa la cultura del Milazzese. La eccezionalità di questo sito è nello stato di conservazione delle strutture preistoriche che dal momento in cui furono abbandonate non hanno subito alcun intervento successivo. Sono state portate alla luce 25 capanne, ovvero ambienti a pianta ovale o circolare di circa 3-4 metri di diametro, scavati interamente nella roccia vulcanica (lapillo) e foderati a perimetro del taglio da un muro a secco costruito con grandi pietre di mare e pietre vulcaniche, o in alcuni casi solo parzialmente o in altri privi di muro. Questo insediamento aveva un compito specializzato: la raccolta e conservazione di acqua piovana, come dimostrano le canalette di deflusso dell’acqua e i grandi vasi (pithoi) per la sua conservazione.

 

 

SITO NEOLITICO DI RINICEDDA – SALINA
Il sito neolitico a Rinella (Leni) è il più antico insediamento umano, insieme a quello di Castellaro a Lipari, trovato nelle Isole Eolie. Risale alla metà del VI millennio a.C.

 

 

MUSEO CIVICO – LINGUA
In due case di fronte al laghetto di Lingua hanno sede le sezioni Etno-antropologica e Archeologica. Sono esposti i materiali provenienti da due importanti siti archeologici, il villaggio dell’età del Bronzo di Portella e le terme romane, poi stabilimento per la salagione del pesce, di contrada Barone. In una casa della prima metà dell’ottocento, nella quale si conserva perfettamente il frantoio, sono ricostruiti ambienti di vita quotidiana della popolazione eoliana di fine ‘800 – inizi 900 insieme a una raccolta di numerosi oggetti e attrezzi da lavoro pertinenti alla pesca, all’agricoltura, e documenti fotografici sui protagonisti dei “mercanti di mare”, i commerci eoliani della passolina e malvasia , fino alla crisi di fine secolo dovuta alla fillossera che distrusse tutti i vigneti.

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