VILLAGGIO PREISTORICO DI FILICUDI

 
Villaggio preistorico

VILLAGGIO PREISTORICO MONTAGNOLA DI CAPO GRAZIANO 

Durante la Cultura di Capo Graziano- fase II, intorno al 1700 a.C., gli abitanti del villaggio di Filo Braccio si spostarono dalla costa del Piano del Porto, sulla soprastante Montagnola di Capo Graziano alta m 174 e occuparono i terrazzi naturali del pendio. I motivi di questo spostamento furono dovuti alla necessità di difesa che forse si era improvvisamente determinata per il pericolo di incursioni nemiche provenienti dal mare.

 

Il sito preistorico occupa un ampio terrazzo a 100 m s.l.m. Gli scavi archeologici, condotti dal 1952 al 1969, scoprirono 27 capanne a pianta ovale molto vicine le une con le altre, con piccoli spazi liberi fra loro.

 

Le dimensioni delle singole strutture variano da 3 a 6 metri di diametro e talvolta sono molto ristrette. Si presentano con muri a secco larghi circa 50-60 cm costruiti a doppio filare di pietre, raccolte nel terreno circostante. La capanna VI presenta anche un rivestimento esterno del muro, fatto con lastre di pietra poste in verticale. Vicino è un piccolo ambiente VII, probabilmente un deposito, che si conserva per una altezza di m 1,50, al quale si accedeva tramite un corridoio (dromos) in discesa. In genere i pavimenti interni erano ad un livello più basso rispetto al piano di campagna, pertanto gli ambienti risultavano quasi seminterrati.

 

La capanna XII, era stata costruita con pietre di media grandezza disposte in senso obliquo e alternate a grandi massi. Aderente al muro interno si conserva una banchina fatta con placche di pietra poste in orizzontale, come se fosse un ampio sedile. In questa capanna sul pavimento in argilla della prima fase di abitazione, sono stati trovati molti vasi integri in ceramica a superfici ben levigate. Si tratta del maggiore complesso di ceramica rinvenuto in questo insediamento. Dalle capanne I e II provengono le tipiche ciotole decorate da motivi incisi a zig-zag.

 

Da questo villaggio provengono importanti testimonianze dei commerci con i Micenei. Molte sono infatti le ceramiche importate dall’Egeo, datate al Tardo Elladico I-II. Esse di distinguono perché lavorate al tornio e decorate con disegni dipinti in bruno e rosso.

 

Nella parte sud del villaggio risulta evidente un cambiamento urbanistico che corrisponde ad un diverso periodo cronologico datato dal 1500 al 1300 a.C. Al di sopra delle case della cultura di Capo Graziano, vennero costruite altre abitazioni o furono riutilizzate quelle già esistenti da una nuova cultura, questa volta di origine siciliana, denominata cultura di Thapsos-Milazzese.

 

Il modello della capanna ovale parzialmente seminterrato non cambia. Al di sopra della precedente capanna XIV che era stata abbandonata, venne invece costruita una grande piazza pavimentata con un battuto compatto fatto con pietrame misto ad una enorme quantità di frammenti ceramici piccolissimi.

 

Questa nuova fase culturale è caratterizzata da un sistema di villaggi che vengono edificati in posizione arroccata e difesa in ogni isola dell’arcipelago (eccetto Vulcano). I commerci con l’Egeo sono ricchi e intensi come testimoniano le ceramiche e gli ornamenti di fattura orientale datati al Tardo Elladico III.

 

I reperti trovati sono esposti nel Museo Archeologico Eoliano “Luigi Bernabò Brea” a Lipari e nella sezione distaccata a Filicudi.

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