
Il Museo Lilibeo, realizzato nel 1986 nel Baglio Anselmi, uno stabilimento ottocentesco per la produzione del vino Marsala, si trova sul promontorio di Capo Boeo, all’interno di una vasta area demaniale che costituisce il nucleo fondamentale del Parco Archeologico di Lilibeo-Marsala.
Completamente rinnovato grazie ad un progetto che ha riguardato tutta l’esposizione (marzo 2017), ospita le più importanti testimonianze archeologiche dell’antica Lilibeo, dalle origini nella colonia fenicia di Mozia, all’evoluzione e trasformazione nella città medievale di Marsala.
Dall’ingresso si dipartono due percorsi espositivi: l’uno, a destra, dedicato ai rinvenimenti subacquei, quali la Nave punica, la Nave tardo-romana di Marausa, i Relitti medievali dal litorale sud di Marsala; l’altro, a sinistra, che illustra la città di Lilibeo.
Il primo percorso inizia con importanti rinvenimenti dal porto ubicato a Nord del promontorio lilibetano, che documentano gli intensi traffici commerciali e la prosperità della città antica. Prosegue, nella sala principale, con il relitto della Nave punica, fruibile grazie ad una passerella che consente un punto di vista ravvicinato dello scafo e della ricostruzione della cambusa. Affondata durante la Prima guerra punica, costituisce un esempio, unico al mondo, delle tecniche di costruzione delle navi fenicie e puniche, già note attraverso le fonti (Polibio).
Ampio spazio è riservato inoltre ai relitti medievali dal litorale sud di Marsala con il carico di anforette vinarie (relitto A), esposto in una vetrina a forma di nave.
Continuando la visita, l’altra sala ospita la nave oneraria tardo-romana recuperata in prossimità dell’antica foce ad estuario del fiume Birgi (attuale lido di Marausa). La fiancata destra del relitto è stata interamente ricostruita, quella di sinistra, a scopo didattico, viene esposta su un piano orizzontale, così com’ è stata rinvenuta (1999 – 2011).
Il percorso dedicato a Lilibeo è introdotto da una selezione di reperti dai centri fenici anteriori alla sua fondazione: la colonia di Mozia e la necropoli di Birgi, e dai rinvenimenti preistorici e protostorici che testimoniano il popolamento del territorio prima dell’ insediamento urbano.
La storia della città viene narrata attraverso i corredi delle necropoli puniche ed ellenistico-romane, i materiali dai cimiteri cristiani e dai luoghi di culto.
Due capolavori presentano la città lilibetana: la Tessera hospitalis, due mani che si stringono per sancire il patto tra un Punico e un Greco e la splendida statua di Venere pudica, copia romana del II sec. d.C. di un originale ellenistico.
La Tessera hospitalis testimonia la composizione multietnica della città, dove convivevano pacificamente famiglie di origine punica e greca.
La statua di Venere, invece, è il simbolo della religione romana, che assimila la matrice culturale greca (Afrodite) e quella fenicio-punica (Astarte).
Sullo sfondo, una ricostruzione sormontata da merli rievoca le poderose mura di fortificazione, costruite all’atto della fondazione della città.
La visita continua nella saletta dedicata ai culti, con statue delle divinità venerate, Venere, Asclepio e Salus/Igea, e importanti frammenti scultorei riferibili al culto di Iside “dea dagli innumerevoli nomi”.
In ultimo, nella sala conferenze adibita a spazio espositivo, si può visitare la mostra permanente Vivere a Lilibeo, dedicata alla città “viva”, con le splendide domus, le testimonianze epigrafiche, gli oggetti della vita quotidiana, per la prima volta riuniti in contesti unitari, presentati dal più recente al più antico per simulare la stratigrafia archeologica.





