PARCO ARCHEOLOGICO DELLA VALLE DEI TEMPLI

 
Parco archeologico della Valle dei Templi
Tempio della Concordia

Il Parco

Il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, istituito con una legge regionale nel 2000, custodisce il patrimonio monumentale di Akragas, una delle colonie greche più importanti del Mediterraneo.
Inserito nel 1997 tra i patrimoni mondiali dell’umanità nella lista stilata dall’UNESCO, nel 2015 ha ricevuto la DEVU, dichiarazione di eccezionale valore universale, che premia la qualità dei servizi offerti ai visitatori e il livello di accessibilità del sito.

 

La storia

Akragas, fondata dai Geloi nel 580 a.C., che si dota lungo il confine meridionale della città, sulla cresta di una bassa collina, che vista dalla città moderna appare come una valle, la Valle dei Templi, luogo ben noto all’immaginario collettivo. La città, subito dopo la fondazione, si dota di un’imponente cinta muraria. Questa delimita un’area di circa 450 ettari e che si adatta alla conformazione naturale del bancone calcarenitico su cui si dispone l’impianto urbano.

A partire dal 550 a. C. vengono avviati i cantieri di edilizia pubblica che nell’arco di circa un secolo faranno di Akragas una delle città più monumentali della Sicilia greca, come il cosiddetto santuario delle Divinità Ctonie all’estremità occidentale della collina. Dalla fine del VI sec. a.C., quando viene eretto il tempio di Ercole, vengono costruiti gli imponenti templi dorici che definiscono una vera e propria cinta sacra. Quasi a rappresentare l’abbraccio degli dei alla città. Sotto la tirannide di Terone (488-472 a. C.) inizia la costruzione dell’Olympieion, uno dei più grandi edifici sacri del mondo antico, per celebrare la vittoria dei Greci sui Cartaginesi ad Himera (480 a.C.). Con l’ingente bottino di guerra fu realizzata la Kolymbethra, un esteso bacino artificiale alimentato dalla rete di acquedotti sotterranei attribuiti all’architetto Feace.

 

Il Tempio di Giunone e il Tempio della Concordia

Dopo la fine della tirannide la città avvia un ordinamento democratico e avviando i cantieri del Tempio di Giunone e del Tempio della Concordia, esempi fondamentali nella storia dello sviluppo dello stile dorico in ambito coloniale. Sono gli anni in cui vive ed opera il filosofo Empedocle, che precedono l’invasione delle truppe cartaginesi, che distruggeranno la città nel 406 a.C. Un nuovo periodo di prosperità lo incontriamo durante l’età di Timoleonte (338-334 a.C.). Grazie alla ricostruzione delle mura e al nuovo impulso all’edilizia pubblica e privata. Nel 210 a.C. infatti, Roma conquista la città che prende il nome di Agrigentum. Una serie di trasformazioni evidenti nel foro e nel Quartiere Ellenistico Romano denotano prosperità e la nuova impronta di Roma.

A questo periodo appartengono il ginnasio e gli edifici templari noti come Oratorio di Falaride e Tempio Romano, quest’ultimo ricostruito in età giulio claudia al centro di un porticato abbellito da statue marmoree abbigliate con la toga. Nella Valle rimangono tuttavia importanti evidenze del periodo tardoantico. Quando una estesa necropoli, con tombe sub divo ed ipogei funerari scavati nella roccia, si impiantò sulla collina meridionale.

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