PARCO ARCHEOLOGICO DELLE ISOLE EOLIE

 
Il castello di Lipari

Il Parco

Il parco archeologico delle Isole Eolie si sviluppa nelle isole di Lipari, Panarea, Filicudi e Salina e comprende suggestivi villaggi preistorici, necropoli di età greca e romana, terme romane e tante altre testimonianze.

 

La storia

Luoghi del mito, della forza dei vulcani, di viaggiatori temerari, di pirati e di una storia millenaria che inizia nel Neolitico e dura fino ad oggi. Intorno al 5500-5000 a.C. arrivarono le più antiche comunità per abitare stabilmente e sfruttare una importante risorsa naturale presente solo nell’isola di Lipari: l’ossidiana. Il vetro nero prodotto circa 8500 anni fa dal cratere di un vulcano ormai scomparso, molto utile per fabbricare strumenti taglienti.

L’arcipelago è composto dalle sette isole nate dai vulcani e immerse nel mar Tirreno che compongono, per l’appunto, l’arcipelago delle Isole Eolie, il cui nome deriva dal mitico re Eolo citato nell’Odissea (libro X).

La sede principale è il prestigioso Museo archeologico Luigi Bernabò Brea sul Castello di Lipari, fondato nel 1954.
Da qui, con un bagaglio ricco di storia, si può partire per un viaggio avventuroso tra mare, percorsi di trekking e splendidi paesaggi.

Le Eolie sono state inserite nel patrimonio dei siti UNESCO nel 2000, perché rappresentano un modello storico nell’evoluzione degli studi della vulcanologia mondiale.

 

Il Castello di Lipari

Castello di Lipari, in realtà una cittadella fortificata, l’aspetto attuale deriva infatti dalle possenti fortificazioni spagnole, costruite intorno alla rocca da Carlo V, dopo l’attacco all’isola del tunisino Kaireddin Barbarossa, che nel 1544 aveva conquistato e distrutto la città. La cupola di lava naturale sulla quale fu fondata l’antica città di Lipari è di per sé inaccessibile proprio per la sua conformazione geologica che la pone a 40 metri dal livello del mare. Una siffatta posizione strategica ha rappresentato una sicurezza per le popolazioni indigene proprio a causa delle balze laviche che si elevano quasi tutte a strapiombo.

 

La rocca di Lipari

Abitata fin dalla preistoria con insediamenti risalenti al Neolitico, all’età del Rame e all’età del Bronzo, rappresenta la scoperta più eccezionale nella preistoria del Mediterraneo. Furono i resti, sovrapposti ed intersecati tra loro, delle capanne di quattro importanti villaggi che si sono succeduti durante l’età del Bronzo (1800-900 a.C.), cioè attraverso un millennio di storia. Lipàra (ossia grassa, fertile) o Meligunìs (nome che sembra far riferimento al miele, in greco antico méli) vede luce durante la cinquantesima Olimpiade (580-576 a.C.) da abitanti di Cnido insieme a un gruppo dell’isola di Rodi, come riferisce lo storico greco Diodoro Siculo. Il primo stanziamento cnidio fu certamente sulla Rocca. Ben presto la città si estese verso la pianura e la Rocca, divenne l’Acropoli della città, ovvero la sua parte più alta cinta di mura. All’interno vi erano case, templi e l’agorà (la piazza principale).

 

L’esistenza di un impianto urbano regolare che interessava anche l’Acropoli, è accertata per l’età romano-imperiale (II-I sec. a.C.) ma probabilmente esisteva già in età greca. Vi era una suddivisione in isolati delimitati da strade che si incrociano ad angolo retto (cardi e decumani). Un asse stradale principale (decumano) è in perfetta corrispondenza con la porta- torre di accesso all’Acropoli. In epoche più recenti vi furono radicali alterazioni dell’Acropoli-Castello che hanno comportato la cancellazione pressoché totale degli edifici di età Greca e Romana. Il castello si trasforma a partire dal 1792, in luogo di detenzione e confino durato fino al periodo fascista. Dopo la seconda guerra mondiale con la dismissione del campo di confino, in questo scenario evocativo ricco di suggestioni e di dolorosi ricordi, iniziarono nel 1950 gli scavi archeologici condotti da Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier.

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