PARCO ARCHEOLOGICO DI GELA

 
Parco archeologico di Gela
Testa in ceramica Museo di Gela

Il Parco

Il parco archeologico di Gela si erge nel territorio ad essa connesso, si colloca dall’età preistorica all’età medievale. Gela fu la prima colonia rodiocretese fondata in Sicilia nel 689-688 a.C. La città divenne ben presto una delle più importanti dell’isola fino a rivaleggiare con la stessa Siracusa.
Le sue mire espansionistiche la portarono a fondare nel 581 a. C. Akragas (Agrigento), e successivamente ad estendere il proprio dominio fino allo Stretto.
Nel 405 a.C. cade, conquistata e distrutta dai Cartaginesi.
Ricostruita nel IV sec. a.C., fu oggetto di attacchi da parte di Siracusa, fin quando tra il 285 e il 282 a. C. il tiranno agrigentino Phintias distrusse la città e trasferì i suoi abitanti presso Licata dove nacque una nuova città chiamata Phintiade.

 

 

La Città

La città, ricostruita nel IV sec. a.C., fu cinta da un poderoso muro di fortificazione, a tutt’oggi straordinario esempio di struttura a tecnica mista.
Il tratto della fortificazione scoperto è in ottimo stato di conservazione.
Sul versante settentrionale della collina, le mura avevano uno sviluppo articolato a controllo della piana sottostante e a protezione di una delle porte principali di accesso alla città. L’estremità occidentale del muro si protende come un cuneo verso la campagna, aggira poi il crinale della collina dal lato impostandosi sulle pendici a strapiombo sul mare. Sul versante orientale il muro doveva procedere oltre il tratto alla luce e ricongiungersi con la cinta di età arcaica.

La cinta muraria era accessibile da due ingressi: una porta con arco ad ogiva, tamponata poi con un muro di mattoni crudi; l’altro ingresso si trova ad ovest ed è una porta del tipo dritta, con stipiti ad ante ed architrave murato a più riprese con mattoni crudi. La distruzione ad opera di Fintia, tiranno di Agrigento, portò Gela all’abbandono ed il muro di fortificazione perse così la sua funzione.

 

 

Molino a Vento

Il sito di Molino a vento, parte del Parco archeologico di Gela, mostra segni di occupazione già in età preistorica. Il ritrovamento di ceramica protocorinzia dell’ultimo quarto dell’VIII sec. a.C., attesta la presenza di un primo stanziamento di protocoloni col nome di Lindioi in ricordo di Lindos, città della madrepatria. Già dalla prima metà del VII sec. a.C., vide la nascita di alcuni edifici. Un sacello in antis (Tempio A), dedicato ad Athena Lindia, la dea protettrice della città, i cui resti sono inglobati nelle fondazioni di un secondo tempio (Tempio B), costruito nel corso del VI sec., e dedicato ancora ad Athena.

Nel corso del VI sec. sul lato settentrionale, si erge un muro di grossi blocchi squadrati, largo quasi due metri. Nella prima metà del V sec. a.C., i Dinomenidi, signori della città, realizzano l’impianto urbano della città ed edificano un nuovo Tempio (Tempio C) per celebrare la vittoria dei Greci sui Cartaginesi ad Himera (480 a.C.). Dopo la grave sconfitta del 405 a.C., ad opera dei Cartaginesi, all’acropoli si sostituiscono i quartieri artigianali ed alcuni degli edifici ricostruiti, con una diversa destinazione d’uso.

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