PARCO ARCHEOLOGICO DI NAXOS E TAORMINA

 
Teatro antico di Taormina

Il Parco

Il sito Archeologico dell’antica città di Naxos (ora Parco Archeologico di Naxos) si estende a sud del moderno centro di Giardini Naxos. Occupa il promontorio di Schisò a Sud di Taormina e comprende una superficie di circa 40 ettari tra il torrente Santa Venera a ovest e l’ampia baia ad est un tempo porto della colonia.

Naxos è la prima colonia greca di Sicilia, fondata nella seconda metà dell’VIII secolo a.C. da Calcidesi dell’Eubea e da Nassi dalla omonima Naxos delle Cicladi.

In profondità di un tratto della plateia A, massimo asse stradale della città di V secolo a.C., sono in luce i resti di 13 abitazioni della fine dell’VIII secolo a.C. In maggioranza si tratta di abitazioni a pianta rettangolare, una di queste completa (Casa 5). Della città arcaica sono parzialmente visibili le fortificazioni costruite intorno la metà del VI sec. a.C. lungo la riva sinistra del torrente Santa Venera, in tecnica poligonale ciclopica, e il santuario dedicato a Hera o Afrodite nell’angolo sud-occidentale della città. Alte mura delimitano il sacro recinto Temenos all’interno del quale sono presenti un altare di tipo processionale e due fornaci.

 

 

La storia

Intorno al 476/5 a.C. i cittadini di Naxos insieme con quelli di Katane furono espulsi e concentrati a Leontinoi da Ierone, tiranno di Siracusa. I Nassi poterono far ritorno nella città solo dopo la morte di Ierone nel 467/6 a.C. e la successiva caduta della tirannide.
I dati archeologici confermano l’inquietudine di questi anni: l’impianto della città classica con piano a griglia fu preceduto dalla distruzione sistematica degli edifici arcaici e del precedente impianto urbano risalente alla metà del VII secolo a.C. Naxos come città ionica fu nel V secolo a.C. alleata di Atene sin dapprima della Pace di Gela del 424 a.C. (Thuc.4.65.1-2).

 

 

Guerra del Peloponneso

A fianco di Leontinoi e Katane, supportò Atene nella sua campagna contro Siracusa nel 415-413 a.C. (Thuc.6.20.3). Per questa ragione le mura e le case di Naxos furono rase al suolo nel 403 a.C. da Dionigi I di Siracusa (Diod. Sic. 14.15.2), dopo che Atene fu sconfitta nella Guerra del Peloponneso. Solo le fortificazioni della città, alcuni recinti sacri rimasero intatti; anche il monumentale complesso dell’arsenale navale o neoria sfuggì alla distruzione e fu meramente inserito nel nuovo disegno urbano.

Della città rasa al suolo sono stati portati in luce i tre larghi assi stradali (plateiai A, B e C) che attraversano in senso est-ovest lo spazio urbano, tagliati ad intervallo regolare da strade nord-sud più strette Stenopoi. I lunghi isolati sono formati da ampie abitazioni con corte centrale. Nell’angolo sud-est di ciascun incrocio stradale si conserva una base quadrangolare con possibile funzione di altare.

it_ITItaliano