UNA SPECIALE CENA AL PARCO DI SELINUNTE

 

The dinner in red: la notte dell’archeologia vivente a Selinunte nella magia della sua spiaggia e del parco archeologico il 30 luglio 2023 e si arricchisce di tanti bellissimi contenuti dal teatro equestre alla lirica alla musica e soprattutto the looknof the year Italia la grande manifestazione e selezione delle grandi modelle del futuro tutto in una notte. Dalle 19,30 alle 21,30 la cena in rosso e alle 22 al parco lo spettacolo.

 

Dopo il successo dell’Estate 2019, la Contessa Chiara Modìca Donà dalle Rose torna nella adorata valle di Selinunte, nel Comune di Castelvetrano, con la II Edizione della «CENA IN ROSSO: LA NOTTE DELL’ARCHEOLOGIA VIVENTE» momento magico rievocativo delle tradizionali notti dionisiache della antica civiltà di Selinunte, il parco archeologico più grande d’Europa con ben 280 ettari di terreno. Il colore rosso non è casuale ma intimamente legato a questa terra e rievocativo a sua volta del corallo tanto presente in loco, così come delle arance di Sicilia, oltre ad essere il colore tipico dei Templi del Parco Archeologico di Selinunte.

 

L’antica città di Selinunte fu fondata intorno tra la metà e la seconda metà del VII secolo: sorgeva su un pianoro elevato circa 30 metri sul livello del mare e delimitato ad ovest dal Modione e ad est dal Cottone, alla cui foce era situato il porto della città. Nella parte sud del pianoro fu costruita l’acropoli con la zona sacra; oltre le mura dell’acropoli, a nord il centro urbano, che si estendeva su una vasta superficie mentre ad est e ad ovest della città si trovavano due aree sacre dove furono costruiti i più grandiosi templi di Selinunte insieme a vari santuari, di cui il più antico e famoso consacrato alla Malophoros (Demetra). Tra gli innumerevoli e antichissimi templi dell’acropoli possiamo ammirare:

 

il tempio C, costruito intorno al 580 a.C., che si suppone fosse dedicato al dio Apollo;

il tempio D che è, in ordine cronologico, il secondo tempio dell’acropoli di Selinunte: costruito intorno al 560 a. C.;

i templi A e O dedicati invece a Castore e Polluce, i due fratelli figli di Leda, l’uno avuto da Tindaro e l’altro da Giove. Polluce ebbe dal padre Giove il dono dell’immortalità e chiese al dio di poterlo condividere con l’amato fratello; Giove, visto il grande affetto che legava i due fratelli, dispose che sarebbero vissuti e poi, insieme, trasformati in due astri: quegli stessi astri che, nello zodiaco, hanno il nome di “Gemelli”.

 

Infine, su una collina ad est dell’acropoli sorgono altri tre templi (G, F, E) a testimonianza della grandezza e potenza commerciale di questa città animata sin dagli albori da un forte spirito di emulazione tipico della civiltà greca. Il tempio G è il più grande non solo dei templi selinuntini ma, insieme con l’Olimpico di Agrigento, rappresenta l’autentico colosso dell’architettura ellenica in Sicilia. Il suo stilobate misurava, infatti, 50,07 m x 110,12 m superando i principi assoluti dell’antica Grecia della «giusta misura».

 

Ma anche il numero 30, anche questo anno come il 13 nel 2109, ha un grande significato e non è per nulla casuale. È il numero naturale dopo il 29 e prima del 31: è altresì pari a tre volte dieci, primo numero sferico, il suo dodecaedro e il suo duale, l’icosaedro, hanno 30 spigoli. È il numero atomico dello zinco ma è anche il numero di monete per le quali, secondo le sacre scritture, Giuda tradì Gesù. Il numero 30 è definito un numero angelico, simboleggia la creatività come espressione e sviluppo dell’intelletto, la facoltà di adoperare al meglio la conoscenza acquisita e di elaborare nuovi sistemi di comunicazione. È un numero che emana una profonda energia che si esplica in modo vivace, prolifico e appassionato derivando dalla forza innovatrice del numero Uno unita con quella della capacità di sviluppo del numero Due così da creare un potente flusso energetico, sollecitando e accompagnando l’immaginazione.

 

In relazione a questo numero e al tema della serata, sotto la regia di Chiara Modìca Donà dalle Rose e con il coinvolgimento di numerosi artisti, musicisti, personaggi dello spettacolo, video maker e case di moda e modelle, in primis l’importante organizzazione «The Look of the Year» , leader nel settore della ricerca e promozione di modelle su scala internazionale da oltre mezzo secolo, verrà coordinato un importante spettacolo di moda, particolarmente suggestivo per il connubio dei luoghi e della bellezza delle modelle e dei modelli che vi parteciperanno e sfileranno con magiche produzioni.

 

Lo spettacolo sarà altresì impreziosito da un intervento scenico di teatro equestre con il (Pluripremiato alla fiera Cavalli di Verona) Maestro Archeologo Giuseppe Cimarosa e dalla Contessa Donà dalle Rose a cavallo di Cesar e Zingaro, interpretando Giove ed Atena, da una mostra all’interno del Baglio di Stefano dell’artista Michele Tombolini, direttamente dalla Biennale di Venezia 2022, dalle proiezioni video degli artisti Cesare Catania e Rosa Mundi e la melodia lirica su scena l’ormai celebre voce Claudia Ceraulo.

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