GROTTA SAN TEODORO – ACQUEDOLCI

 
Grotta di San Teodoro

La grotta di San Teodoro si apre sulla parete di un’alta falesia calcarea, il Pizzo Castellaro. Il sito costituisce uno dei capisaldi per la conoscenza del Paleolitico Superiore nel Mediterraneo. Gli scavi hanno portato alla luce cinque sepolture ad inumazione di eccezionale importanza per la conoscenza della tipologia fisica ed etnica dei più antichi abitanti dell’Isola. Tra le numerose grotte siciliane, contenenti resti osteologici del Quaternario e manufatti litici, la grotta di S. Teodoro è l’unica ad aver restituito resti scheletrici delle popolazioni diffuse in Sicilia nel Paleolitico Superiore, ovvero nella fase assegnata dalla letteratura recente ad un intervallo compreso tra i 14.000 e 10.000 anni.

Tale datazione trova conferma nelle industrie litiche rinvenute all’interno e all’esterno della grotta, rappresentate da numerosissimi strumenti in selce e quarzite, che rivelano la presenza di almeno due facies culturali. Sin dalle prime esplorazioni venne rilevata nel sito anche la presenza di resti fossili di migliaia di animali, elefanti, iene, cervi, cinghiali, ippopotami, asini, cavalli nani, oramai estinti. Una selezione dei materiali rinvenuti nel sito è esposta all’interno dell’Antiquarium Comunale, in via Francesco Crispi.

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