ANTIQUARIUM “DI PISA GUARDÌ” – CASTELTERMINI

 
Antiquarium

Il piccolo Antiquarium di Casteltermini, oltre ad un’ampia sezione dedicata all’archeologia presenta nella prima sala una selezione di opere di Michele Caltagirone, detto il Quarantino, dello storico Gaetano Di Giovanni, e dell’illustre pedagogista Giovanni Agostino De Cosmi. Le sale 2 e 3 espongono una selezione di reperti acquisiti nel corso di scavi e ricognizioni di superficie nel territorio. Le testimonianze più antiche sono quelle attestate su Monte Roveto e sono riferibili al Neolitico antico. Dalle pendici settentrionali di Rocca Grande di Roveto provengono pregiate ceramiche ascrivibili allo stile di S. Cono-Piano Notaro (Eneolitico antico), e ceramiche dipinte a fasce di ocra e di ceramiche dello stile di Serraferlicchio. Ben attestata è anche la fase finale dell’Eneolitico, con ceramiche dello stile di Malpasso, a superficie monocroma rossa e dell’antica età del Bronzo (fine III millennio XVI sec. a.C.), con ceramiche ascrivibili alle culture di Naro e Castelluccio.

 

Al 1995 e 1998 si datano brevi campagne di scavo su Monte Roveto e in contrada Sanfilippo: qui è stato portato in luce un complesso architettonico costituito da vani-recinti sacri all’interno dei quali si sono rinvenute decine di deposizioni votive databili nel corso del VI secolo a.C. costituite da vasellame indigeno, greco di importazione e di imitazione locale. I vasi erano deposti in fossette scavate nella terra, a volte circondati da un giro di pietre, stanti o capovolti, spesso a ridosso dei muri. Di grande rilievo la serie di modellini di capanna, di scudi miniaturistici, la cassettina-larnax, rare tipologie di oggetti utilizzati in ambito sacro. Nella sala 3 sono esposti alcuni fra i rinvenimenti più rappresentativi provenienti dal territorio, frutto di ricognizioni di superficie. Fa eccezione il sito di Santa Croce-Fontana di Paolo, dove nel 2006 sono state scavate tre grandi cisterne ricolme di materiale di VI-V secolo a.C., tegole e vasellame vario.

 

Di eccezionale qualità la ceramica attica databile nel corso del V secolo a.C. Per esigenze di spazio, sono rappresentati solo alcuni siti del territorio come contrada Fabbrica-Santa Maria, dove sono stati identificati i resti di un monumento dolmenico e una grande piattaforma litica con vaschette comunicanti, elemento che si trova sempre in connessione con strutture di tipo dolmenico. Di contrada Serre sono esposti reperti di età tardoantica, alcuni con precisa caratterizzazione cristiana, come un anello bronzeo con monogramma inciso, manine fittili fra cui una benedicente e monete bronzee.

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