L’AREA MEDIEVALE DELLA VILLA ROMANA DEL CASALE

 

Tra le rovine della Villa tardoantica del Casale di Piazza Armerina, si sviluppò un ampio insediamento islamico tra il X secolo d.C. e gli inizi dell’XI secolo, occupando una vasta area sia a sud che a nord della Villa. Una sezione significativa è stata esplorata, rivelando una strada lastricata che conduceva a unità residenziali. Alcune di queste presentavano cortili interni pavimentati, dotati di focolare e forno, attorno ai quali si distribuivano vari ambienti e talvolta anche scale per l’accesso al piano superiore o al tetto. In modo improvviso, l’insediamento fu abbandonato e i suoi resti furono livellati.

 

A partire dalla metà dell’XI secolo, venne eretto un nuovo insediamento normanno, caratterizzato da un ambiente rettangolare con portico laterale, una torre difensiva sul lato corto e un silos all’esterno per la conservazione delle derrate. Questo nuovo nucleo urbano si sviluppò come un quartiere artigianale ceramico lungo le sponde del vicino torrente Nocciara.

 

Nei primi decenni del XII secolo, l’insediamento fu forse abbandonato a seguito di un violento terremoto che colpì la Sicilia centro-orientale o in seguito alla repressione della rivolta della popolazione islamica da parte di Guglielmo I. Tuttavia, la vita continuò in questo luogo fino all’età federiciana.

 

L’insediamento bizantino e medievale si estendeva anche alle colline retrostanti la Villa, in particolare su Monte Mangone e Colla. Durante un rilevamento su una vasta area di C.da Colla, sulla collina retrostante a sud della Villa del Casale, furono rinvenute terra sigillata africana e lastrine di rivestimento in marmo pregiato, suggerendo la presenza di un ampio insediamento tardoantico in quella zona.

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