ANTIQUARIUM E MUSEO PIRRO MARCONI – HIMERA

 
Collezione del Museo

Progettato da Franco Minissi, e costruito nei primi Anni ’70, l’Antiquarium fu inaugurato nel 1984. Nell’Antiquarium sono esposti i più significativi reperti archeologici rinvenuti negli scavi di Himera e in altri siti dell’entroterra imerese. Lo spazio espositivo, articolato su 4 livelli, collegati da rampe, si sviluppa lungo un itinerario di visita che ripercorre le principali problematiche storiche e culturali della colonia greca. Dal grande Santuario di Athena sulla città alta, al cui interno vennero costruiti diversi edifici sacri, provengono i materiali scoperti nel Tempio A, tra cui spiccano l’eccezionale laminetta d’oro con Gorgone in corsa e le statuette bronzee di Athena e di offerente.

 

Il museo offre anche una panoramica delle diverse tipologie di materiali scoperti nelle abitazioni imeresi, dagli oggetti di uso comune (anfore, vasi da cucina, lucerne) a reperti di maggiore pregio, quali statuette e busti di terracotta, arule (altarini domestici), louteria (grandi bacini di terracotta). Il livello inferiore è dedicato alle necropoli da cui provengono numerose anfore da trasporto, reimpiegate come tombe per bambini e neonati.
Il territorio è rappresentato da alcuni significativi reperti provenienti da Terravecchia di Cuti, abitato indigeno-sicano ellenizzato, da Monte Riparato, situato nei pressi di Caltavuturo, dove era in vita un centro indigeno particolarmente florido nella prima età ellenistica ( seconda metà IV- prima metà III sec. a.C.), dal centro di Mura Pregne/Brucato, situato nelle vicinanze di Himera, in vita da età preistorica a età ellenistica e ancora in età medievale.

 

Una piccola sezione è riservata all’archeologia subacquea e alcune vetrine espongono gli oggetti dei corredi della necropoli ellenistica dell’antico centro di Cefalù (Kephaloidion).
L’esposizione si chiude con il mosaico di Settefrati, nel territorio di Cefalù, dove era situata una villa marittima di età romana, la cui ricchezza è attestata dal rinvenimento di un mosaico policromo di età medio-imperiale.

 

Dal 2010 vi è esposta anche la Phiale Aurea di Caltavuturo (IV-III sec. a.C.) eccezionale reperto archeologico di alto valore artistico, resa ancora più nota dalla lunga e travagliata inchiesta giudiziaria che ne ha permesso il recupero. La Phiale (coppa a carattere votivo) è realizzata in oro massiccio, interamente decorata a sbalzo e a incisione, con un delicato motivo costituito da ghiande, faggine, api ed elementi vegetali. La sua funzione è prevalentemente legata alle libagioni e alle offerte alle divinità nel corso di riti religiosi.

 

Il Museo Pirro Marconi, inaugurato nel 2016, è dedicato in parte agli scavi nella necropoli occidentale e in parte al Tempio della Vittoria e agli scavi realizzati nel corso degli anni nell’area intorno all’edificio sacro.

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